Riga 42 Max Ernst
Riga 42
Max Ernst
2020

Se si pensa al Surrealismo in pittura si pensa a Max Ernst. L’arrivo della cassa con i suoi collage per la leggendaria mostra alla libreria-galleria Au Sans Pareil nel 1921 è raccontata dai testimoni come l’inizio di una nuova era: lì non era più Dadaismo, c’era del nuovo, c’era il sogno, la visionarietà. Niente di più attuale, in tempi di “svolta iconica” e di postcollage e postmontaggio.
Abbiamo tutti negli occhi una quantità di opere di Max Ernst, eppure se ne è scritto e tradotto poco in Italia. Il presente volume cerca di colmare almeno in parte questo vuoto, ripercorrendone, attraverso testi storici, analisi di riferimento e nuovi contributi, le vicende e le invenzioni. Dopo il collage, Ernst reinventa il frottage, poi il grattage, ma insieme reinventa molta iconografia e inventa immagini del tutto nuove. Le tecniche per lui sono lo strumento per sollecitare la visione e assistere al processo di invenzione mentre si sta svolgendo, senza programma precostituito, bensì caricando di senso le figure di mano in mano che emergono; vedere cioè “il funzionamento reale del pensiero”, come diceva André Breton nel Manifesto del Surrealismo.
Le sue immagini sono allora insieme fantastiche, enigmatiche – come ha imparato da Giorgio de Chirico – ma anche stranamente coinvolgenti e convincenti: bambine minacciate da usignoli, elefanti celibi, uccelli antropomorfi, personaggi dalle mille forme, paesaggi visionari...
Il volume raccoglie una selezione di testi di Max Ernst ormai introvabili, quindi testi storici su di lui e sulla sua arte, a partire dai poeti scrittori compagni di strada (Robert Desnos, Paul Éluard, Benjamin Péret, André Breton, Tristan Tzara, Joë Bousquet, Georges Bataille), per proseguire con i saggi più rilevanti degli studiosi principali (Werner Spies, William A. Camfield, Ludger Derenthal, Elza Adamowicz, Sidney Janis, Uwe M. Schneede, Rosalind Krauss, Eduard Trier, John Russel, Patrick Waldberg, Sarah Wilson, Katharina Schmidt, Arnaud Maillet, C. Lévi-Strauss, Julia Drost) per chiudere con nuovi contributi scritti per l’occasione (Alessandro Del Puppo, Elio Grazioli, Adolfo Tura, Riccardo Venturi, Andrea Zucchinali), nonché due interventi visivi di Oscar Giaconia e The King.
Editoriale