Riga n. 29
Kurt Schwitters
Rinaldo Censi
Riga 29 - Kurt Schwitters
Pulp Libri, Novembre 2009

C’è stato un tempo in Italia in cui proliferavano pubblicazioni illuminate, direi cruciali, dedicate ad artisti del primo novecento, cui le avanguardie non risultavano estranee. In molti deprechiamo la scomparsa di una collana editoriale straordinaria: mi riferisco ai volumi dalla costa gialla editati dai tipi di Feltrinelli tra gli anni ’70 e ’80. Un’opera monumentale: l’Almanacco Dada (curato da Schwartz), gli scritti di Man Ray (curati da Janus), e poi Mondrian, Malevic, i due volumi di Klee e Kandinsky, Balla, Schlemmer, Magritte, il Bauhaus... È forse a partire dal ricordo di queste edizioni svanite dagli scaffali delle librerie che alcuni amici hanno deciso di fondare – pur non avendo ambizioni simili – una rivista che è un libro, e che a quei volumi seminali sembra voler guardare. La rivista si chiama «Riga», ed è giunta al numero 29. Elio Grazioli, Marco Belpoliti – tra gli altri – hanno costruito in 29 numeri una strana costellazione, una mappa fatta di artisti e scrittori (Calvino, Manganelli, Delfini, Picabia, Picasso, Giacometti, Duchamp...): una silloge di testi (a volte inediti) e una raccolta con i più importanti contributi critici. Giunge ora in libreria un monografico dedicato a Kurt Schwitters. Scelta importante, vista la scarsità di materiali disponibili in Italia su questo artista eclettico, uno dei primi ad aver lavorato con quelli che Walter Benjamin chiamava «gli stracci della storia». Fautore di un’opera inafferrabile, fatta di poesia, musica, esperimenti tipografici, fatta di strati di oggetti montati su quelli che sono i suoi quadri (i Merz), Schwitters ci sembra davvero un artista «attuale». Le logiche del riuso, oggi così in voga, devono molto alla riflessione di Schwitters (Hans Richter ricorda: «Quando Schwitters morì a Westmoreland dieci anni fa, era lungi dal dubitare che un giorno avrebbe fatto la fortuna degli industriali della colla di tutto il mondo. Centinaia di migliaia di collagisti impegnati, più o meno talentosi, fabbricano oggi dei collages coscienziosamente esposti...», p. 72). Ma l’opera di Schwitters non si limita solo a questo, e questo numero di «Riga» ne coglie le numerose sfaccettature.
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